Peso corporeo ideale: come calcolarlo nei grandi e nei piccoli

Peso corporeo ideale

Da che mondo e mondo, la lotta tra l’essere umano e la bilancia è una sfida avvincente che mette in campo fattori come l’astuzia e la relatività, auto-stratagemmi psicologici e la capacità di ricorrere con nonchalance alla proroga a data da destinarsi. In realtà, conoscere con esattezza il proprio peso corporeo ideale è un punto di partenza per stabilire quanto stiamo bene e quanto dobbiamo preoccuparci a secondo del numero di chili che da esso ci allontana, per eccesso o per difetto.

Ma come uscire da quel classico luogo comune inventato da chi è troppo grasso o troppo magro, secondo cui il peso ideale è quello che caratterizza la persona che non è a disagio col proprio corpo?

BMI

Il peso ideale varia effettivamente da individuo a individuo ma l’indice di massa corporea detto BMI – Body Mass Index – è un parametro comunemente accettato per stabilire la norma e le soglie di allerta, mettendo in relazione il peso e la statura. Tecnicamente, se questa fosse una lavagna e quello un gesso, potremmo scrivere una formula di quelle che fanno paura al cubo ma che in realtà è straordinariamente semplice e divide il peso espresso in Kg per il quadrato della propria altezza espressa in metri.
Una volta ottenuto il risultato, bisogna interpretarlo. Di seguito, una semplice “tabella” da tenere sempre presente ma da non considerare una vera e propria tavola della verità, dal momento che un super atleta e un obeso che non si è mai alzato dalla sedia in vita sua potrebbero avere lo stesso BMI, visto il peso dei muscoli rispetto a quello del tessuto adiposo. Ad ogni modo, pronto con la calcolatrice? Via.

BMI compreso tra 18 e 22: normopeso
BMI compreso tra 22,5 e 30: potenzialmente sovrappeso
BMI superiore ai 30: obeso
BMI inferiore ai 18: sottopeso

E i bambini?

Purtroppo la questione dei più piccoli è un tasto dolente: recenti studi affermano che oltre il 33 per cento dei bambini italiani è in sovrappeso o addirittura obeso. Qualcuno potrebbe dire che non ci si può aspettare altro se si prende come modello la discutibile dieta americana a base di bibitoni XL e panini ultra-farciti di chissà cosa o si elabora uno schema alimentare in stile grande abbuffata ma c’è poco da scherzare, perché condizioni di eccessivo sovrappeso sono un biglietto senza ritorno per malattie cardiocircolatorie, diabete e tumore.

Anche se il BMI può offrire qualche spunto di riflessione, la vera soluzione è curare l’alimentazione delle piccole buone forchette, evitando pasti troppo calorici e rilanciando invece il consumo di frutta e verdura. E poi c’è quella cosa chiamata sport, che negli ultimi tempi è stata sostituita da fluviali sessioni di gioco davanti agli schermi a iper-definizione collegati alle console e ai più pratici smartphone. È bene ricordare che correre in un giardino non è la stessa cosa che spingere un tasto e vincere le olimpiadi. Fare ginnastica almeno due volte la settimana, camminare anziché andare in macchina, preferire le scale all’ascensore: sono piccoli passi per l’uomo ma grandi insegnamenti di vita per un bambino.

Infine, ricordati che tuo figlio non è un tacchino. Se qualche volta non ha fame, non devi riempirlo comunque. Magari il suo peso è nella norma e sta solo cercando di evitare l’esplosione imminente.

E in ogni caso, c’è sempre il pediatra. La cui esperienza vale certamente più di una qualsiasi pagina internet. Compresa questa.

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